Ecologia Economia Società

Appunti per un mondo sostenibile

Bottega21

Le Botteghe sono state per secoli, uno straordinario motore di sviluppo economico, politico, produttivo ed artistico delle Città italiane. In un’epoca in cui non vi era una netta distinzione tra arte, artigianato e produzione, le Botteghe hanno rappresento degli autentici centri di formazione, cultura e ricerca. Contribuirono a creare quel tessuto produttivo e culturale che portò l’Italia ad assumere un ruolo di primaria importanza nel mondo.

BOTTEGA21 (in breve B21) è un’iniziativa volta a promuovere un cambiamento sociale e culturale in direzione di un nuovo modo di concepire gli spazi e le metodologie di lavoro, di formazione e  di partecipazione della comunità in cui sorgono. Bottega perchè se vogliamo è stata il Fablab tutto italiano che contribuì a quel fiorire di arte e di scienze che fu il Rinascimento e che per secoli ha contribuito a mantenere alto il nome dei “makers” italiani; 21 perchè è questo il secolo in cui ci troviamo con le sue necessità, le sue possibilità, le sue sfide. B21 prende ispirazione dalle correnti di pensiero d’avanguardia della cultura digitale, tra cui la Commons-based peer production, l’Open Source Hardware, i Fablab, l’Extreme Manufacturing, l’Open Source Ecology  e promuove un uso delle moderne tecnologie produttive al di fuori degli schemi standardizzati, il fine è quello di adattare il concetto-spazio di Bottega ai bisogni e alle sfide del XXI Secolo.  A tal proposito sono allo studio dei modelli di produzione e distribuzione altamente elastici ed ecosostenibili: la Hub Grid Production come infrastruttura fisica, la Liquid Manufacturing a livello organizzativo ed il G.A.T.E. come sistema di distribuzione.

In alternativa alle catene di montaggio dell’era industriale e l’appiattimento della produzione di massa, il movimento propone la cultura della manualità e del gesto artistico nella creazione di un oggetto. Lo sviluppo delle capacità umane genera benessere, cultura, progresso e conoscenza: contro l’omogenizazzione della biodiversità antropo-culturale, B21 propugna un approccio alla produzione “sostenibile”, una rivalorizzazione e ripensamento dello stile di vita degli individui basato sulle esigenze dei singoli nei loro rapporti umani, piuttosto che su quelle della frenesia del consumismo di massa. Bottega21 è un incubatore di creatività: contro la forte limitazione dell’iniziativa individuale, va alla ricerca del talento per svelarlo e valorizzarlo. Promuove l’autorealizzazione personale e al tempo stesso si adopera affinchè il contributo di passione, tecnica e creatività dei singoli individui, sia di stimolo alla crescita della comunità.

Bottega21 si basa sul convincimento che un sistema economico e produttivo maker sia un’alternativa valida all’attuale sistema produttivo per un graduale raggiungimento di un’economia sana e sostenibile, intesa non solo da un punto di vista ecologico ma anche sociale. Con le due passate rivoluzioni industriali, la produzione è venuta ad accentrarsi nelle città determinando una migrazione di massa verso i centri abitati e spesso verso stili di vita qualitativamente inferiori. Ciò a cui le nuove tecnologie e correnti di pensiero, stanno aprendo realmente la via, è un sistema produttivo diffuso che permetterebbe un vero cambiamento delle città, verso realtà decentrate, rurbane, autonome ed ecosostenibili.

Le dimensioni a cui B21 guarda sono il locale ed il globale. Ciò si rispecchia nel modello produttivo che B21 propone: da un lato piccole realtà produttive, dei nodi locali di produzione: botteghe figlie della tradizione e della cultura Italiana e dei fablab, in grado di soddisfare i bisogni delle comunità destinate a diventare sempre più ecosostenibili e resilienti. Dei luoghi pensati per ospitare persone prima ancora di utensili e macchinari, dei punti di aggregazione attorno al quale una comunità possa ruotare.  Dall’altro, tutti i nodi locali comunicano e cooperano tra di loro: diventano una Fabbrica Liquida in grado di far fronte a stock di produzione di grandezza variabile. Formalmente l’ipotesi principale del modello, si può esprimere come:

costi totali produzione centralizzata massiva > costi totali produzione diffusa maker

con costi totali = costo economico + costo ambientale + costo sociale.

Se da un lato è evidente che un sistema formato da piccole unità produttive non potrà minimizzare  i costi di scala come potrebbe fare un unico grande impianto produttivo, dall’altro è altrettanto chiaro che i vantaggi di tale sistema sono quelli di ottimizzare e ridurre al minimo i costi complessivi di un’attività produttiva, tenendo in conto anche i costi sociali e ambientali ad essa connessi.

Inoltre ogni nodo provvede alla propria autonomia economica in contesto locale con attività che includono l’arte, l’artigianato, il personal manufacturing, l’autocostruzione, il riciclo, la formazione, l’intrattenimento; di conseguenza la Fabbrica Liquida non ha costi fissi da ammortizzare, ciò si ripercuote sul modello di business: la Fabbrica Liquida non ha bisogno di immettere senza sosta prodotti nella comunità, al contrario essendo una struttura virtuale si attiva solo in presenza di stock da produrre, definiti per quantità e tipologia, dal G.A.T.E. (Gruppo d’Acquisto Tecnologie Ecosostenibili). Tutti gli oggetti distribuiti dal GATE sono progettati in forma Open Source, dalla comunità per la comunità. In particolare il GATE include tutte le macchine GVCS (Global Village Construction Set), il kit include tecnologie per la generazione di energia, macchinari per l’agricoltura, per l’edilizia sostenibile, per l’artigianato e per la manifattura. Le implicazioni sociali ed economiche sono significative: con le tecnologie attuali si possono ottenere beni e servizi che fino a poco tempo fa richiedevano interi complessi industriali. Ora piccole microfabbriche autonome o in rete, possono virtualmente produrre tutto. Vogliamo applicare il paradigma di Benkler della conoscenza condivisa al mondo reale, realizzando la produzione condivisa: non più competizione ma cooperazione.

Perchè un futuro maker, è un futuro sostenibile.

Giovanni Marco Zaccaria – B21

(ringrazio Jacopo Amistani per le correzioni ed i preziosi consigli)

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2 commenti su “Bottega21

  1. Pingback: Interviewing Joe Justice from Team Wikispeed on the Future of Manufacturing (and Consumption) « Meedabyte

  2. Pingback: P2P Foundation » Blog Archive » Project of the Day: Bottega21, for digital manufacturing in Italy

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 31, 2012 da in Movimenti, Progetti con tag , , , , , , , .

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